luglio 25, 2015

Report giorno 6

La pioggia della notte ha rinfrescato totalmente l’aria.
Questa mattina è tersa, limpida e pungente. Racchiude in se tutti i buoni propositi.
Stiamo bene troppo bene e ci rendiamo conto di essere già arrivati al sesto giorno di workshop.
E’ quello che succede quando il team è ben bilanciato, quando i rapporti che si vanno ad instaurare sono sulla scia della cooperazione, della condivisione. Non c’è competitività, i ragazzi sono intelligenti e sanno lavorare in gruppo.

Ci si potrebbe annoiare o potrebbero saltare gli equilibri nell’omogeneità di queste giornate: lo scenario del resto è sempre lo stesso: giardino, divanetti, computer e poca privacy. Ma è l’entusiasmo dei ragazzi a creare le differenze. Una battuta, uno scherzo e la tensione si smorsa, un momento di empasse ed i compagni arrivano subito in aiuto.

Non è per niente scontato trovare delle risposte in una sola settimana e metterle a sistema. Già è difficile avere delle buone idee, renderle vincenti poi è un altro progetto. Ma ce la stiamo mettendo tutta.

Pian piano i lavori prendono forma, creeremo il nostro nuovo ideale di Donna M.S.T., forte, colta, giovane ed emancipata; approfitteremo dei meravigliosi luoghi abbandonati disseminati lungo il  nostro territorio e di quelli dedicati alla tabacchicoltura per creare nuovi mecenatismi; indagheremo sui nuovi stereotipi, per individuare i veri alternativi e smascherare quelli che si credono tali ma che alla fine cedono al conformismo di una moda, usando gli scarti progetteremo nuove ritualità collettive, puntando l’accento sui nuovo trend di vita slow esalteremo i momenti di riflessione.

Siamo carichi, ogni lampo di genio ci galvanizza, è questa la modalità giusta per vincere la sfida.
Subioli, Pietrosante ed io siamo come palline rimbalzine da un gruppo all’altro, le revisioni vanno via come noccioline salate, c’è bisogno del nostro contributo  per coordinare, dipanare i dubbi e rimettere in carreggiata di tanto in tanto. Se potessimo applicare il contatore di parole di word a queste giornate, la finestrella del documento esploderebbe.
Ma questo è il bello della progettazione, da soli non si va da nessuna parte, come disse un grande “ non fai jazz se suoni da solo” (cit.)

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