luglio 23, 2015

Report giorno 4

Caldo caldo caldo
Tutte le informazioni che abbiamo raccolto in questi giorni stanno raggiungendo il punto di ebollizione nella nostra testa. Scalpitano per venir fuori, il rimescolamento è forte.. E’ il momento di mettere ordine al brainstorming. Come per l’acqua le bolle salgono in superfice così i moti convettivi dei nostri pensieri portano a fare emergere mille riflessioni.

I designer sono invitati a creare delle moodboard con quelle parole che più hanno suscitato in loro interesse.
Chi nella grande sala-cuscini, chi nella sua camera, chi nel grande giardino: ognuno ha trovato il suo luogo di lavoro ideale. Creare un gruppo per chattare su WhatsApp ha funzionato, siamo tutti allineati in qualsiasi momento del pensiero, del dubbio o della conquista mentale degli altri.
Le parole che abbiamo appuntato ieri sera sono tantissime.
Sono veloci i ragazzi, reattivi e gli spunti di riflessione sono tanti, ma loro non si lasciano prendere dal panico, la ricerca che hanno appena cominciato ha dato già i suoi frutti.

Dopo pranzo un primo check. Hanno lavorato singolarmente ed ora a turno espongono la propria moodboard. C’è chi vorrebbe inserire la natura nella contemporaneità delle nuove generazioni, c’è chi vorrebbe offrire un’esperienza di viaggio alla riscoperta dei luoghi e della gente del tabacco, chi ha pensato di approfondire l’umanità che si cela tra le linee delle grandi mani nere e callose di quel contadino, chi predilige l’aggregazione e quindi trova molto interessante guidare un’esperienza collettiva.

Discutiamo e ridiscutiamo tutto e tutt’insieme. Integriamo, affiniamo, scremiamo e i concetti che vorremmo portare avanti prendono forma.

Ma il caldo la fa da padrone, servono i cubetti di ghiaccio nell’aria. Poi si sa, perseverare con un’idea restringe le prospettive. E allora perché no, un tuffo nel fiume gelido sembra una buona idea. E liberiamoci per un momento, divertiamoci, spingiamoci in acqua, ridiamo a crepapelle delle gambe del nostro compagno, alleggeriamo la tensione, tonifichiamo corpo e mente e le idee sono già più cristalline.

Ritorniamo ai nostri progetti. Non perdiamo tempo. Seconda fase di brainstorming. Al calar del sole da duecento parole siamo arrivati a venti, bene così, stringiamoci ancor di più sull’ obiettivo, parliamo, discutiamo, contestualizziamo tutte le riflessioni. Scriviamo, appuntiamo, simuliamo le varie esperienze. Questo sì che è produrre, siamo a sette parole, ancora un piccolo sforzo ed ecco che si profilano i cinque concetti progettuali che andremo a sviluppare per l’azienda.
Siamo molto soddisfatti. Sono le tre di notte. Si spengono i pensieri, si accendono le stelle cadenti, esprimi un desiderio.

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